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Itinerari per una primavera in Molise: il Castello di Gambatesa

24 Febbraio 2018/Itinerari

il Castello di Gambatesa

i suoi affreschi del Cinquecento

AL SUO INTERNO UN CICLO DI AFFRESCHI COMPLETO E BEN CONSERVATO, ESEGUITO DA DONATO DECUMBERTINO NELL’ANNO 1550.

Un Castello, gli affreschi del cinquecento e un borgo, posto sulle colline a confine tra Molise e Puglia, sono gli ingredienti giusti per organizzare un weekend di primavera.

Un bella giornata di primavera, con il suo tripudio di colori, vi condurrà, tra colline ondulate e tanto verde, nel suggestivo borgo di Gambatesa, per visitare il Castello di Capua.

feudatario Riccardo di Pietravalle (XIII sec.), detto “Gambatesa”

Il piccolo borgo di Gambatesa è sempre stato un territorio di frontiera tra i rilievi montuosi del Molise e l’altopiano del Tavoliere delle Puglie. La sua storia è tracciata prima dai Sanniti e poi dai Romani.

Ed è proprio intorno al Castello, originariamente una torre di difesa e avvistamento, che si sviluppò un borgo fortificato. Il nome deriva dal primo feudatario noto nel territorio, Riccardo di Pietravalle (XIII sec.), detto “Gambatesa” per il difetto fisico che lo caratterizzava.

Un intrigante ciclo di affreschi

Percorrendo viuzze e vicoletti panoramici, si giunge nel cuore del borgo antico di Gambatesa, dove sorge l’imponente Castello, un tempo fortezza militare, poi trasformato, nel 1500, in una elegante Dimora signorile dalla famiglia Di Capua.

Il Castello di Capua conserva ancora oggi al proprio interno un ciclo di affreschi completo e ben conservato, eseguito da Donato Decumbertino nell’anno 1550. Allievo del Vasari, durante il suo soggiorno a Napoli e Roma.

Gli ambienti del secondo piano sono quelli di rappresentanza. Un atrio molto accogliente in cui si aprono le porte del salone e di altri ambienti minori, con gli affreschi di epoca cinquecentesca.

Divinità, racconti mitologici e natura

Rappresentazioni di avvenimenti storici e racconti mitologici si intrecciano con una acuta simbologia. Allegorie e metafore che si rincorrono e si ricollegano in contiguità nei diversi ambienti del maniero. Di particolare interesse è l’affresco nella saletta detta delle Maschere, dove si può notare la struttura della Basilica di San Pietro, ancora in costruzione, e l’obelisco vaticano. Tali pitture sono da annoverare tra le più importanti e complete del Regno di Napoli nel Cinquecento.

Il borgo di Gambatesa

Il terzo piano del Castello è molto più austero rispetto ai dei primi due piani.  L’unico elemento architettonico da segnalare è la loggetta che affaccia con tre arcate sulla piazza del paese, di fronte alla Chiesa Madre. Dal terrazzo invece, all’ultimo piano, lo sguardo si perde sul lago di Occhito e sui piccoli borghi della vicina Puglia.

Il Castello si può visitare:
• martedì al sabato dalle ore 9.00 alle ore 19.00
• domenica dalle ore 8.00 alle ore 19.00
Lunedì chiuso tel. 0874.719261 Recapiti: dott.ssa Di Cera tel. 0874.431350
e-mail: vittoriadicera@beniculturali.it

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